LA STORIA DELLA CAPPELLA

Breve storia della cappella sulla base delle pochissime informazioni che si conoscono.


La cappella di San Bernardo delle Forche si trova a Mondovì (CN) nella strada che dalla città va verso l'Ospedale civile di nuova costruzione, a circa un km dal centro della città (vedi mappa).

Al giorno d'oggi la cappella è inglobata nella città di Mondovì, ma si deve pensare che fino anche a sole poche decine di anni fa la chiesetta era attorniata da prati e vegetazione.
La strada antistante, mentre ora è principalmente la via che collega la città con l'Ospedale, una volta era invece la strada principale per andare verso Cuneo, ed anticamente era detta la "Morozzenga".
Le Monache di Pogliola di allora nel 1513 la acquistarono da un certo Guglielmo Brunetto (il quale l'aveva a sua volta comprata dalla Città di Mondovì per 200 ducati di Savoia).
Evidentemente la cappella era di proprietà proprio delle Monache cistercensi di Pogliola, ipotesi nata dal fatto che la stessa è dedicata a San Bernardo di Clarivaux, dello stesso ordine benedettino.

La chiesetta fa ora parte della parrocchia di Santa Maria Maggiore di Mondovì borgo Ferrone ed è da molti decenni diventata di proprietà della Sovrintendenza dei Beni Culturali.

La cappella è detta "delle Forche", perchè sulla piccola "collinetta" dove è situata, un tempo si ergeva il patibolo per le esecuzioni dei condannati a morte, zona rialzata dagli odierni quartieri Altipiano e Ferrone, e poteva essere comodamente visto da Mondovì Piazza, l'allora centro urbano della città.

La conferma di questo fatto si può trovare nelle figure di impiccati che troviamo rozzamente incise sulle pareti accompagnate da brevi preghiere e invocazioni ai Santi protettori della buona morte che sono raffigurati negli affreschi.
Un'altra conferma di tutto questo è il fatto che molti decenni fa, in occasione del rifacimento del pavimento della cappella da parte dei precedenti proprietari, sono stati rinvenuti molti resti di teschi e di ossa.
Essendo in una strada di collegamento e di passaggio, la cappella era poi certamente molto frequentata dai pellegrini e viandanti; anche loro hanno lasciato tracce del loro passaggio nei numerosi graffiti all'interno della cappella.
Che fosse poi una strada frequentata da viandanti è anche confermato dall'iconografia di S. Cristoforo della parete destra.

La piccola cappella conserva ancora oggi la sua forma originaria, con il portico antistante munito di tetto a capriata, che copre poi tutta la cappella.
All'interno il soffitto è a botte.

Sia la parete frontale dell'altare che le due laterali sono coperte da affreschi per una superficie di circa m2 33.

La piccola cappella è riuscita a salvarsi dai rifacimenti e dalle imbiancature ed ora è amorosamente custodita dagli abitanti del Borgo e dai vari massari (persone che sono i custodi ed affidatàri della cappella) che si sono succeduti nel corso degli anni, i quali ne hanno consolidato le strutture esterne in modo veramente degno di lode.
Il gioiello iconografico in essa contenuto è oggi esibito giustamente con molto orgoglio !
La nostra gente sensibilizzata alle cose vere e autentiche mostra ancora vivo e profondo lo spirito e la fede degli avi lontani.

A fine del secolo scorso, grazie al forte interessamento di alcuni abitanti del borgo ed al contributo di un istituto di credito , la cappella ha visto il rifacimento del tetto ed il suo consolidamento ulteriore.

Qualche anno fa (2001) gli affreschi hanno subito un necessario restauro; nella pagina riguardante la parete centrale si vedono le foto delle situazioni prima e dopo l'intervento.

Ultimamente a maggio 2009 è stato eseguito il rifacimento della strada antistante che va verso il nuovo Ospedale Regina Montis Regalis (ed il rifacimento del marciapiede della cappella), operazione che per la cappella ha comportato la modifica delle scale di accesso, sostituite da una scalinata più solenne cementificata che ha cambiato la fisionomia dell'entrata (a mio modesto personale parere peggiorandola).

La foto nella pagina iniziale venne fatta prima dei lavori, e vi viene ripresentata in tutta la sua bellezza.

Ai giorni nostri la cappella, di norma chiusa per preservarne la bellezza, vive pochi giorni (e più precisamente poche ore) all'anno di apertura.

Da un lato sporadicamente viene aperta nelle occasioni di visite guidate organizzate e dall'altro nell'appuntamento fisso annuale più significativo, che è la festa di San Bernardo, celebrata di norma (non sempre) nella domenica prossima alla data del 20 agosto, ricorrenza della morte del Santo e giorno in cui si celebra la sua festa.
Nei giorni precedenti la chiesetta si apre inoltre alla sera per la novena del Rosario, annunciata da un simpatico piccolo e breve scampanìo da una vicina cappella che risuona nel silenzio serale della periferia della città.

Ecco il suono della campana che annuncia e richiama gli abitanti per il rosario :  

Successivamente, nella domenica della festa, al mattino si celebra all'interno la Santa Messa presieduta dal parroco della parrocchia del Ferrone.
A seguire una bella tradizione consolidata nel tempo, la benedizione dei trattori, come augurio per un buon raccolto e richiesta di protezione per i lavoratori dei campi, ed a seguire di norma un momento di festa e saluto tra gli abitanti della zona con la tradizionale distribuzione dei mitici 'torcetti', momento che (anche qui se possibile si cerca di mantenere la tradizione) viene "concretizzato" con una cena (o pranzo) in allegria con tutti gli abitanti del quartiere nei giorni a seguire.
Ancora nei giorni successivi, solitamente come ultimo atto delle celebrazioni della festa, una piccola estrazione a premi di una lotteria 'familiare' organizzata con molto impegno dai massari della cappella, per consolidare ancora di più il legame tra gli abitanti della zona.... ed un saluto ed un arrivederci alla festa del prossimo anno !