Chiesa di San Maurizio

Chiesa di San Maurizio (cimiteriale)   ,   12070   Castelnuovo di Ceva   (CN)   Italy


La cappella di San Maurizio si trova all’interno del cimitero di Castelnuovo di Ceva.

La posizione del cimitero e della cappella è leggermente sopraelevata ed isolata rispetto al nucleo abitato.

Mostra esternamente l’aspetto proprio dell’architettura romanica dell’XI secolo, con facciata a capanna e paramento murario in conci di pietra.
Si tratta di un sacello di piccole dimensioni a navata unica con la zona presbiteriale arricchita nel 1459 da una decorazione parietale ad affresco estesa sulle pareti e sulla volta a crociera ogivale.
La lunetta della parete di fondo, oltre l’altare, presenta una decorazione pittorica non conservata integralmente.

Secondo il Raineri si possono attribuire alla mano di Antonio da Monteregale gli affreschi contenuti nella cappella, datandoli 1459.
Sono veramente molto belli e molto ben conservati ! Da vedere !

Un'ampia documentazione di questo ciclo di affreschi si trova sul volume Antichi affreschi del Monregalese (2) , (3) e successivamente in parecchi articoli apparsi sul Bollettino della S.S.S.A.A. della Provincia di Cuneo (5) , (9) , (4) , (6) di Raineri.

Queste pitture murali, datate 10 ottobre 1459, assumono un'importanza notevole nel contesto del discorso intrapreso sull'arte gotica del Monregalese.
La pregevole fattura poi e le affinità di maniere con altri affreschi, pongono in primo piano questa testimonianza, altamente valida, dello stile diffuso nella nostra regione nella seconda metà del secolo XV, epoca che possiamo considerare come la stagione più feconda e significativa dello sviluppo dell'arte nel monregalese.
La chiesa, ora cappella cimiteriale era sicuramente la cappella del Castello, che si ergeva vicino sul colle e del quale resta solo la quadrata torre in pietra grigia in parte diroccata, sopravvissuta all'incendio che nel 1800 distrusse completamente il castello.
La torre e il castello si fanno risalire al secolo XI e probabilmente la cappella iniziale doveva essere più antica di quella che esiste attualmente, come mostrano le teste scolpite ín arenaria, poste alla base dei costoni della volta ogivale e la croce sempre di arenaria appoggiata a una parete.
La chiesa attuale a una sola navata, col tetto a capriata, presenta solo il presbiterio affrescato.
Nelle vele della volta ogivale sono raffigurati gli Evangelisti accoppiati ai Dottori della Chiesa, assisi sui tipici tronetti gotici.
All'incrocio dei costoni ricoperti di fregi c'è un rosone, con al centro una croce.
Sia il disegno che i colori del rosone ripetono quasi perfettamente quelli delle cappelle di Cerisola, di S. Croce a Mondovì Piazza, della Chiesa della Montata di Molini di Triora e quello di S. Fiorenzo di Bastia.
Non basta certo l'identità di un fregio o del soggetto iconografico ad assegnare alla mano dello stesso artista una determinata pittura, ma finché non si abbiano elementi più sicuri, anche i fregi assumono, come asserisce anche Marguerite Roques, l'importanza di prove per qualche attribuzione o per poter almeno restringere la ricerca a un numero più ristretto di artisti che abbiano lavorato in queste zone nella seconda metà del secolo XV.
Negli articoli pubblicati da Raineri aveva indicato il nome di due maestri: Antonio Monregalese e Segurano Cigna, e le affinità riscontrate fra le opere firmate da questi pittori e parecchi affreschi esistenti nel Monregalese, e in modo particolare una somiglianza di maniere e di stile che riportano l'eco della pittura nordico-provenzale ampiamente diffusa sia nella Liguria di Ponente che nel Piemonte meridionale.
A conferma di questo in S. Maurizio si può ammirare sulla lunetta sopra l'altare una Crocifissione, ridotta ai personaggi essenziali (La Madonna addolorata, S. Giovanni e la Maddalena ai piedi del Cristo), che ritroviamo a Prunetto, a Cerisola, e con qualche personaggio in più a S. Fiorenzo di Bastia.
La foggia dell'abito della Vergine ricorda quello di Molini di Triora, di S. Fiorenzo e delle Pie donne di Cerisola.
Un altro elemento comune è il muro merlato che si erge come sfondo alla Croce, e che insieme agli altri sopra enunciati rispecchia le maniere francesi e nordiche.
Sotte le lunette sono raffigurati S. Maurizio a cavallo e S. Michele che pesa le anime.
L'acconciatura dei capelli e il diadema piumato del cavaliere richiamano gli stessi motivi del S. Giorgio raffigurato nella cappella di S. Nicola a Bardineto e quello della cappella di S. Giorgio a Roccaciglié, presentando tutti la stessa raffinatezza di disegno e di coloritura.
Il muso a spatola del cavallo, che si ripete nel muso dell'asino del Presepe e dell'Adorazione dei Magi raffigurati nella parete di destra, richiamano il muso dei cavalli di Molini di Triora e quelli di S. Fiorenzo di Bastia e il muso del capro in S. Croce a Mondovì Piazza.
L'uso del riempimento a ciottolo degli spazi vuoti, pavimenti e manto dei cavalli, è poi comune a tutte le pitture dell'epoca.
Nella parete di sinistra è rappresentato il martirio della Legione Tebea.
Nella lunetta il vescovo S. Dionigi (così dice la scritta) benedice S. Maurizio e la schiera dei cavalieri cristiani.
Sotto in due riquadri si vede S. Maurizio sottoposto a giudizio e scena della decapitazione dei martiri per mezzo di una primitiva ghigliottina, dove spicca come simbolo di violenza l'enorme martello di legno brandito dal carnefice con entrambe le mani.
Immancabile come in altre pitture dell'epoca è la scena degli angeli che trasportano in cielo le anime dei due martiri sotto forma di corpicini nudi.
Molti sono gli elementi che avvicinano questo ciclo di affreschi a quello firmato da Antonio Monregalese a Molini di Triora e oltre quegli elementi già esposti si possono notare notevoli affinità di disegno e di coloritura e quindi finché non intervengano altre valutazioni, possiamo attribuire alla mano di Antonio anche gli affreschi di Castelnuovo datati 1459, avendo eseguito quelli di Molini di Triora nel 1435.
Poiché il Segurano operò più tardi sia a Cerisola nel 1461 e a Prunetto 1478, può avere apprese le maniere nordico-provenzali che troviamo nella sua pittura dall'allora più anziano e già affermato Antonio, ritornato dalla Liguria a lavorare nella sua terra di origine.

(*)   rif. BIBLIOGRAFIA

(*Sito Comune Castelnuovo Ceva

MAPPA

Edificio all'interno del Cimitero
12070 Castelnuovo di Ceva (CN)
(CN) Italy