Chiesa di Santa Maria Maddalena

Chiesa di Santa Maria Maddalena (cimiteriale)   ,   12075   Cerisola di Garessio   (CN)   Italy


Questa chiesa di Santa Maria Maddalena, ora cappella cimiteriale, è posta sulla cima della collina che sovrasta il paese, nel mezzo della valle che dal S. Bernardo scende verso Albenga.

Gli affreschi della chiesa (quel poco che ne è rimasto) furono trasportati presso la sede comunale di Garessio e restaurati nel 1974 dal Prof. Nicola di Aramengo.
Si tratta di tredici frammenti di varie dimensioni in stile tardo gotico.

Raineri ipotizzava in un primo momento che Antonio da Monteregale potesse aver lavorato insieme a Segurano Cigna per alcuni affreschi, salvo poi tornare successivamente sui suoi passi per segnalare che, nonostante le affinità stilistiche fossero notevoli tra di loro, della mano di Antonio da Monteregale in questa chiesa non abbiamo assolutamente riscontri.
Personalmente presento quindi questa chiesa solo come forte valore artistico e per segnalarla perchè si conosca.

L'unica certezza che abbiamo è che l'artista Segurano Cigna operò qui e dipinse qui.

Il fatto si evince da un contratto che il prof. Amedeo ha ritrovato nell'Archivio Storico Comunale Garessino, datato 1° aprile 1461, dove si descrive che furono dipinti dal Monregalese Seguraro Cigna ed acquistati dalla comunità garessina per la somma di 38 fiorini: :
            “Magistro Segurano de Monteregali qui debet pingere Capelam ecclesiae Sancte Merie Magdalene de Ceresola…
            Qui Magister Seguranus promisit nobis supradictis nomine et vice communis Garrexi dictam Capelam pingere bene,
            legaliter et suficienter de azuro fino de alamagna et cinabro fino,
            alis coloribus cum stagno Depurato de Venetibus et hoc propretio florenum 38…”.


Le iconografie ancora leggibili sulle tracce di affreschi nella chiesa erano: nella parete di sinistra: La Madonna di Misericordia e La Crocifissione, di stile decisamente provenzale, e sotto un pannello della Deposizione e uno della Resurrezione; nella parete di destra: Le Pie Donne al Sepolcro ricevono l'annuncio dell'Angelo, e dopo la finestra a sguancio anch'essa affrescata, l'episodio della Maddalena " Noli me tangere ". Sotto queste figure era rappresentata l'ultima cena in una fascia orizzontale, come si usa in molte predelle d'altare, ma ormai non restano che tracce di nomi e volti.
Nel pezzo di vela della volta ogivale si scorge la base di un tronetto con la scritta S. Matteo Evangelista.
Restano intatti ancora alcuni fregi identici a quelli di Castelnuovo di Ceva.
Notevole è la somiglianza di queste pitture non solo nei fregi ma nel disegno e nei costumi e anche nell'uso di determinati colori.

Raineri segnala nel suo lavoro (4) che per lui ricorda, per certe affinità di stile, di disegno e di maniere, quelle opere dipinte nella chiesa della Montata a Molini di Triora e quindi le aveva inizialmente attribuite ad Antonio Monregalese.

Le affinità degli elementi stilistici conservano la loro validità ed ora resta da spiegare la somiglianza fra l'arte dei due pittori, quasi contemporanei, e soprattutto l'influenza dell'arte provenzale in Segurano che troviamo spiccata sia a Cerisola che a Prunetto, dove nella chiesa della Madonna del Carmine ho ritrovato la sua firma, come Raineri ho pubblicato (9).
Poiché nel documento si parla di capelam ecclesiae, nulla impedisce di supporre che anche altri artisti, tra i quali Antonio, possano aver lavorato in un ciclo di affreschi tanto importante.
Antonio Monregalese che nel 1435 firma gli affreschi di Molini di Triora, doveva essere un'artista già affermato nella sua terra, per essere chiamato a lavorare in una valle tanto ricca di testimonianze artistiche, e firmandosi de Monteregali.
Lo stesso fa maestro Segurano a Prunetto nel 1478 aggiungendo anche il cognome:

            Seguranus Cigna de Monteregali pinxit.

Questo artista, stando alle notizie riportate dal Lobera nella sua Dissertazione, godeva già nel 1454 una certa fama:

            ipsa miraculosa effigies depicta cernitur in lateritia cetumna vulgo ditta Pilone,
            et redolet artem Segurani Cigna pictoris Vicensis
            ea tempestate nominis nequaquam obscuri.
            Reliquas inter Segurani picturas, tabulae supersunt arae maio-ris loci Roburenti, et S. Blasii
            loci Pamparati cum apposita hac inscriptione sub 1454 Seguranus Cigna a Monteregali pinxit.

Se Antonio, che quasi certamente era più anziano, è ritornato nel Monregalese, come lo fanno pensare le pitture di Castelnuovo di Ceva e i dragoni dipinti nei vessilli di S. Croce a Mondovì, certamente hanno avuto dei contatti o hanno lavorato assieme, o successivamente in qualche ciclo di affreschi importante.
Per quanto riguarda le maniere provenzali di Segurano, sia a Cerisola che a Prunetto troviamo la Crocifissione ridotta ai personaggi essenziali: il Crocifisso, la Madonna e S. Giovanni.
In questa iconografia appariva spesso anche la Maddalena ai piedi della Croce.
Il culto della Maddalena che aveva come centri principali la Provenza (Grotta della Sainte Baume vicino a Saint-Maximin) e la Borgogna (Acropole clunisienne de Vezelay) trionfa a Cerisola.
Negli affreschi di Cerisola si vedono ancora due episodi della leggenda della Maddalena associata alla vita e passione del Cristo: Le Myrophores, le pie donne che si recano al sepolcro e lo trovano vuoto e scoperchiato.
Un angelo le avvisa che colui che esse cercano non è più qui; l'altro episodio è quello della prima apparizione del Cristo sotto le spoglie del Giardiniere: Noli me tangere.
Le iconografie ancora leggibili secondo il Raineri erano: La Madonna di Misericordia, la Crocifissione, con sotto due pannelli: la Deposizione e la Risurrezione, le Myrophores, Noli me tangere, con sotto in una lunga fascia l'Ultima cena.
Nelle vele della volta gli Evangelisti.
Restavano ancora intatti parecchi fregi e nell'alto della finestra un volto femminile e lo stemma di Garessio.
Poiché nel documento ritrovato si parla di Stagno deaurato de Venetibus che era usato nelle aureole, e nelle pitture rimaste questo non appare, resta ancora un'ipotesi: che la cappella dipinta da Segurano, sia andata distrutta.
Tanto Antonio quanto Segurano dovettero appartenere a quella scuola, o bottega, monregalese alla quale dobbiamo anche far risalire quel Raimondo da Mondovì, che nel 1444 troviamo a Genova implicato in una causa di inadempienza, Luigi d'Embruno monregalese che nel 1450 dipinge a Savona, Giacomo di Ceva nel 1439 a Lisio, Frater Enricus nel 1451 a Piozzo, Angelo Vincenzo di Ceva nel 1451 a Mursecco, Sirio di Sale Langhe nel 1455 a Morozzo, Giovanni da Aimo monregalese nel 1475 a Mondovì Carassone, e verso la fine del secolo Giovanni Mazzucco di Mondovì.
Molti altri artisti han soggiornato o sono transitati in queste regioni, e certamente i fratelli Biazaci di Busca che nel 1474 troviamo ad Albenga, Bernardo Borgogno di Cuneo nel 1442 a Pietra Ligure, Giovanni Canavesio di Pinerolo nel 1483 a Pornassio, e quel Giovanni Baleison di Demonte che lavorò con lui in Francia e forse anche in queste regioni.
Le varie maniere e stili, più che compenetrarsi, si sovrapposero, convivendo spesso affiancati e mescolati secondo l'estro degli artisti, dando forma, come ho già più volte detto, a quella Arte delle Alpi definita da caratteristiche ben precise e distinte.
Quest'arte, considerata rozza e povera e liquidata spesso con poche parole, rappresenta oggi un patrimonio inestimabile di cultura e di fede, di tradizioni e di storia.
Non può certo essere considerato povero il linguaggio che parlano le antiche sacre rappresentazioni di S. Croce e S. Bernardo delle Forche a Mondovì, uniche nella pittura gotica dell'epoca, o le testimonianze ancora più remote di S. Elena a Torre, S. Pietro a Mombarcaro e molte altre più conosciute!
Queste pitture, molto spesso erano dovute alla comunità del luogo, e quest'arte non doveva stupire, ma insegnare, anche con la parola dove il simbolo diventava più complesso, incutere il terrore del peccato o narrare in modo ingenuo e pittoresco, alle povere genti di queste contrade, la vita di quei santi ai quali quotidianamente si rivolgevano per avere una protezione contro le calamità che travagliavano la loro dura esistenza.

(*)   rif. BIBLIOGRAFIA

(4) (6) Geronimo Raineri

MAPPA

Antica chiesa di Santa Maria Maddalena
12075 Cerisola di Garessio
(CN) Italy