GLI AFFRESCHI DELLA PARETE DESTRA

 

MADONNINA DEL LATTE
SAN GIOVANNI BATTISTA
SAN BARTOLOMEO
SANTA MARIA MADDALENA
SAN TOMMASO
SAN CRISTOFORO

Il primo affresco che ci si trova sulla sinistra è quello della Madonnina del latte (fig. 1), che a mio modesto avviso è il più bello e da solo ripagherebbe ampiamente la visita alla cappella per la sua straordinaria bellezza e semplicità.

Se la pittura di S. Croce a Mondovì Piazza, eseguita dallo stesso artista, è un inno trionfale alla maestà del Cristo e della sua Passione, questa di S. Bernardo è un armonioso e tenero canto alla maternità di Maria.

Il dantesco saluto di S. Bernardo: "Vergine madre..." trova sulle sue pareti un'umile ed alta testimonianza di umanità e di poesia nelle figure della Vergine, ritratta nell'amorevole atto di allattare il Bambino Gesù.
La Madonnina del latte che si ammira sulla parete di destra, richiama la greca "galakto-trophousa" delle icone slave, ma la collana con il ciondolo di corallo che pende sul petto del Bambino, risente l'eco delle maniere nordico-provenzali.
Il trono ripete nel disegno e nei colori quello del polittico di Molini di Triora e degli altri cicli già citati.
Il verticalismo della figura, il sinuoso movimento delle pieghe del manto conferiscono a questa pittura una grazia e un'eleganza toccante e molto solenne nello stesso tempo.
Nell'affresco in basso vi sono molti graffiti (fig. 8).

Dopo il pannello della Madonnina del latte, in un piccolo riquadro sopra la finestra, troviamo un'iconografia ricorrente nelle cappelle, quella di S. Giovanni Battista (fig. 2), anch'essa però dipinta in epoca posteriore e diremmo piuttosto malamente rispetto alle altre opere.

Quelli che invece rivestono interesse sono i tre pannelli successivi (fig. 3), che se anche molto rovinati mostrano ancora abbastanza definite le figure (cominciando da sinistra di S. Bartolomeo (fig. 4), S. Maria Maddalena (fig. 5) e S. Tommaso (fig. 6).

Se questi Santi non fossero riconoscibili, per la loro tradizionale iconografia, (S. Bartolomeo con in pugno il coltello, con il quale è stato scorticato, la Maddalena con il vaso di aromi per l'imbalsamazione del corpo del Cristo, S. Tommaso con l'indice della mano destra proteso per toccare la piaga del Cristo) basterebbero le invocazioni grafite dai fedeli sui loro manti per individuarli.

L'ultimo pannello rappresenta l'iconografia di S. Cristoforo (fig. 7): un'immagine gigante che si appoggia ad un lungo bastone per trasportare sulle spalle poderose, attraverso il fiume, il piccolo Gesù Bambino.
Tale figurazione era quasi sempre dipinta molto grande sulla parete esterna delle chiese e delle cappelle, per essere vista da lontano dal viandante o dal pellegrino che passava, ma che veniva dipinta anche nell'interno e generalmente a destra entrando, come nella cappella di S. Bernardo delle Forche.
Era credenza popolare che una persona non sarebbe morta di apoplessia né di altro accidente improvviso, in quel giorno nel quale avesse visto l'immagine del Santo.

Riportiamo alcuni di questi coloriti detti popolari:

  • Si Christophorum videas, securus cas
  • Qui te mane videt, nocturno tempore ridet
  • Christophori faciem quicumque in luce videris, isto namque die non morte mala morieris
  • Xphore qui portasti grandem et fortem defende me ab omni periculo et mala morte
  • Christophorus grossus portabat Christum addossus et passabat aquas sine bagnare braccas

Nella cappella di S. Bernardo, come elementi di confronto per l'attribuzione a maestro Antonio, troviamo la figura della Vergine, molto vicina a quella di Campochiesa, mentre il volto del Cristo richiama quello del Cristo di Pietà della Cuspide nel polittico della Montata.

La data di esecuzione degli affreschi è intorno al 1473 e necessariamente anteriore al 1478, data grafita sul manto di S. Tommaso.

(*)   rif. BIBLIOGRAFIA